STEFANO BARGI (LN): “SETA, BULGARELLI AMMETTE: MODENA PENALIZZATA. ORA MEGLIO ANDARE A GARA”

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“Bulgarelli parla come se Seta non fosse l’azienda di cui è presidente. Conferma, come se non fosse stato lui in questi anni alla guida della partecipata che Modena è penalizzata rispetto a Piacenza e Reggio, che in città sono rimasti i mezzi più vecchi e promette, per l’ennesima volta, miglioramenti per il futuro. Ecco cosa produce il combinato disposto di una partecipata pubblica, monopolista di un servizio necessario e con i vertici scelti per nomina politica: un disastro. Così non si può andare avanti: stop ai poltronifici o si pensi a privatizzare il servizio”.

Così Stefano Bargi, consigliere regionale Lega Nord, commenta le esternazioni del presidente di Seta sulla situazione modenese, dopo il susseguirsi di incendi a bordo dei bus delle scorse settimane.
“Le ammissioni di Bulgarelli confermano implicitamente tutti i dubbi e le critiche avanzate da più parti ancor prima della fusione tra le aziende delle tre città, quando fu proprio Atcm a portare in dote alla nascitura Seta la situazione più positiva, accettando un matrimonio che di fatto l’ha penalizzata”, aggiunge Bargi. “Come si temeva allora il fallimento di un progetto più organico, l’accorpamento tra realtà diverse e la mancanza di una reale capacità politica di mantenere a Modena il centro vero di comando ha portato ad un peggioramento del trasporto pubblico locale per la nostra città”.
La cosa veramente grave, però, è che “non si tratta semplicemente di questioni economiche, ma della sicurezza dei cittadini messa a rischio dai continui incendi sui bus”, continua il consigliere “tema su cui pare che il presidente intenda sorvolare liquidando il tutto con vaghe promesse per il futuro”.
Quello che ancora una volta balza agli occhi è “l’assoluta necessità di scegliere vertici capaci per una realtà tanto importante e di cancellare per sempre le nomine politiche”, aggiunge Bargi.

“Se Seta deve continuare ad essere un poltronificio che prende semplicemente atto dello sfacelo quando questo è già in atto, senza rispondere in nessun modo delle cattive scelte e delle incapacità di gestire la situazione, è meglio che il trasporto pubblico finisca a gara e diventi un servizio gestito da realtà private, che perlomeno, siano davvero chiamate a rispondere delle loro scelte. A quanto pare è questo uno dei più grandi timori del Pd, che pur di non trovarsi depauperato di posti di potere da assegnare agli amici starebbe valutando di riportare l’azienda in house”.

 

Stefano Bargi
Consigliere Regionale LEGA

Last modified: 1 giugno 2018