Giuseppe Verdi

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Conosciamo tutti l’Artista, l’uomo toccato dal genio, il più celebre operista e compositore di tutti i tempi.

In pochi conoscono il Verdi politico, un un patriota convinto attaccato alla sua terra e le sue origini, sostenitore dei moti risorgimentali, persino Cavour lo volle come membro della Camera del Primo Parlamento del Regno d’Italia. Il nostro compositore però, non aveva fatto i conti con la realtà, accecato da questo spirito nazionalista, non si era reso conto dei danni che si stavano compiendo, dell’incapacità di governare più popoli sotto un’unica bandiera nazionale.

Cercò di ribellarsi al sistema, ma ormai era tardi.

 

“Cosa fanno i nostri uomini di Stato? Coglionerie sopra coglionerie! 
Ci vuol altro che mettere delle imposte sul sale e sul macinato e rendere ancora più misera la condizione dei poveri. 
Quando i padroni dei fondi non potranno, per troppe imposte, far più lavorare, allora moriremo tutti di fame.
Cosa singolare!
Quando l’Italia era divisa in tanti piccoli Stati, le finanze di tutti erano fiorenti!
Ora che tutti siamo uniti, siamo rovinati.
Ma dove sono le ricchezze d’una volta? Addio, addio.”

Giuseppe Verdi (giugno 1867)

Last modified: 11 ottobre 2013