«Stop a tutte le missioni se non ci ridate i marò». Vince la linea leghista

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I marò a casa oppure stop alla partecipazione italiana alle missioni anti-pirateria. Dopo l’ischemia che ha colpito Massimiliano Latorre, la Lega dà la sveglia al Governo e il Governo, sorprendentemente, recepisce lo stimolo. «La misura è colma! – attacca Gianluca Piniillustrando l’emendamento proposto dal Carroccio al decreto missioni – E’ tempo di azioni concrete e segnali chiari e forti. Se Latorre eGirone non faranno immediatamente ritorno a casa il governo deve ritirare l’appoggio alle operazioni anti-pirateria nell’Oceano Indiano. Se soluzione internazionale dev’essere, non staremo un minuto di più a prestare aiuti a chi non ce ne garantisce». 
Nel duro testo leghista si dice che «la partecipazione di personale e mezzi militari italiani alle missioni antipirateria dell’Ue (Atalanta) e Nato (Ocean Shield) è sospesa fino alla completa definizione del contenzioso sul caso-marò». Il Governo riformula leggerissimamente il testo, tanto per dire di averlo modificato, e lo approva. «Nessun contributo di mezzi e militari italiani all’Ue e alla Nato nell’ambito delle missioni Atalanta e Ocean Shield – si legge nel nuovo testo – se i marò non faranno immediatamente ritorno a casa». 
Incalzato dalla Lega, dunque, il Governo comincia, almeno sulla carta, a fare la voce grossa. L’empasse, in effetti, stava diventando incresciosa. «Questo governo è ridicolo -osservava in mattinataMatteo Salvini -. Mentre soccorriamo migliaia di immigrati non riusciamo a riportare a casa i nostri due soldati prigionieri. E visto che le sanzioni vanno tanto di moda, scioccamente, contro la Russia, potremmo evocarle contro l’India». 
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Last modified: 4 settembre 2014