Salvini al centrodestra, si vince così: Lavoro, confini, famiglia. E via da Renzi!

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Prove di un nuovo centrodestra. Che riparta dai programmi, dalle cose concrete e con facce nuove, «ma non con le vecchie sigle». Matteo Salvini lancia un messaggio   chiaro annunciando  che dal Consiglio federale che si terrà lunedì uscirà «una proposta di un centrodestra moderno, europeo e vincente», ma senza che diventi una battaglia su «Berlusconi, Alfano, Casini, alla vecchia maniera». Lavori in corso, si potrebbe dire. Iniziati ieri in piazza della Scala a Milano, davanti al banchetto di raccolta firme della Lega Nord sui sei referendum. Dove, insieme al segretario federale del Carroccio, sono venuti a firmare Giovanni Toti, consigliere politico di Silvio Berlusconi, Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale di Forza Italia, e diversi consiglieri comunali azzurri.  Al centrodestra, ha sostenuto il leader leghista,  «proporremo una carta dei valori e chi ci sta viene con noi, chi non ci sta tanti saluti». Per Salvini «è esclusa una riedizione di Lega, Fi, Ncd, Udc, Pluto e Paperino, di una coalizione alla vecchia maniera, Berlusconi, Salvini, Alfano, Casini, La Russa. O c’è  un progetto comune o noi abbiamo la forza per andare avanti da soli. Proporremo a tutto il centrodestra un progetto comune fondato su alcuni valori». Dunque «guardiamo avanti. Lunedì  abbiamo un consiglio federale in cui la Lega proporrà la sua visione di un centrodestra moderno, vincente, europeo, alternativo alla sinistra delle promesse di Renzi, e vediamo chi ci sta».
Il dialogo può ripartire, ma a certe condizioni.  «Con Forza Italia – ha chiarito Salvini – siamo stati su sponde opposte per tre anni, sia in Europa che in Italia. Se il centrodestra vuole tornare a vincere deve essere alternativo a Renzi e alla sinistra. Quindi deve mollare un governo di chiacchieroni che fa promesse a tutti e ne mantiene poche. Un buon punto di partenza e’ questo: cancellare la legge Fornero e reintrodurre il reato di immigrazione clandestina, cancellare le prefetture, regolamentare la prostituzione, difendere la famiglia. Questi – ha aggiunto il leader del Carroccio – sono valori di centrodestra che la Lega offre alla coalizione: chi ci sta ci segue, noi siamo a disposizione per riprovare a collaborare, ma non con le vecchie sigle». Questa proposta, con la «carta dei valori» che sarà presentata dalla Lega, «significa innanzitutto che non si fanno le riforme con Renzi, significa che il centrodestra non vota le riforme imbarazzanti della sinistra. Il centrodestra fa il centrodestra: difende il lavoro, vuole la riduzione delle tasse, difende i confini e la famiglia. Poi «non mi permetto di dare lezioni a Forza Italia che sta vivendo un suo momento di passaggio».
Intanto si parte dalla concretezza dei sei referendum leghisti. Toti e Gelmini hanno sottoscritto quelli relativi alla cancellazione della Legge Fornero e alla reintroduzione del reato di immigrazione clandestina. Il consigliere regionale Giulio Gallera ha firmato anche quello per abolire la Legge Merlin. Nei giorno scorsi aveva già firmato Riccardo De Corato, esponente di Fratelli D’Italia. «Ci sembra un ottimo approccio per il dialogo con gli alleati del futuro», ha spiegato Toti ai giornalisti, perché la «costruzione di un nuovo centrodestra parte dal confronto sui temi concreti». La firma della petizione leghista è stato dunque «un primo passo, ma poi si proseguirà» per cercare di riunire «tutti i partiti che si riconoscono nel centrodestra, la Lega per prima e poi anche Fratelli d’Italia e Ncd».
Lo sguardo non poteva poi non andare al 2016, quando i cittadini di Milano decideranno chi dovrà essere il nuovo inquilino di Palazzo Marino dopo l’esperienza negativa di Giuliano Pisapia. «Il dialogo fra Forza Italia e Lega immagino ci sarà  anche per Palazzo Marino, la coalizione è tutta da costruire – ha detto Toti -. Lo schema è di trovare prima un programma comune. Le primarie potrebbero essere il metodo per scegliere il candidato sindaco ma ci può anche essere un accordo politico». Anche la Gelmini ha condiviso la priorità  di discutere prima i contenuti e poi i nomi ma si è detta convinta che alla fine «lo strumento per scegliere il candidato sindaco ormai non può che essere quello delle primarie di coalizione». «Se c’è un programma comune, ci sto», ha garantito anche Salvini. Ma per ora, ha precisato il leader della Lega, «io sono uno dei tanti a disposizione». In autunno la Lega  lancerà comunque un “fact checking” sulla giunta Pisapia e una “proposta” al centrodestra per le amministrative del 2016. Al centrodestra, ha detto Salvini «in autunno proporremo una visione di Milano. Ripercorreremo tutte le promesse di Pisapia, dopo tre anni faremo il fact checking per verificare cosa ha mantenuto: ha promesso 100, se ha mantenuto 5 è tanto. Proporremo ai milanesi una Milano diversa, più sicura, normale, vivibile, verde, tranquilla. Io sono uno dei tanti a disposizione, poi sceglieranno i milanesi». E per la scelta del candidato sindaco «se c’è un progetto comune sono disponibile a partecipare a primarie di coalizione. La priorità è che Milano torni a essere Milano e con Pisapia non lo è più».
Infine Matteo ha annunciato un probabile congresso “tecnico” della Lega prima dell’estate  e un incontro la prossima settimana con Marine Le Pen «per chiudere trattative ben avviate. Vogliamo arrivare al primo luglio con un bel gruppo di opposizione».

Igor Iezzi

06 Giugno 2014 – 18:15

Last modified: 9 giugno 2014