Inchiesta Mose, l’ex manager Baita: “Mai pagato mazzette ai leghisti”

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Il sistema ideato dall’ingegner Giovanni Mazzacurati, alla guida del Consorzio Venezia Nuova dal 1982 al 2013, prevedeva il pagamento di tangenti, anche sotto forma di finanziamenti illeciti, ad esponenti di Forza Italia e Pd ma non alla Lega Nord. E’ quanto spiega Piergiorgio Baita, l’ex manager della Mantovani, primo socio del Consorzio Venezia Nuova, arrestato lo scorso anno con l’accusa di false fatturazioni e uscito dall’inchiesta patteggiando un anno e dieci mesi e collaborando con gli inquirenti. Secondo il quotidiano Il giornale di Vicenza, nel corso dei suoi interrogatori fiume, alla domanda dei pm Ancillotto e Buccini l’amministratore della Mantovani avrebbe risposto: «No, non c’era alcun serio rapporto con la Lega Nord. Mai pagato mazzette ai leghisti».
Assodata l’estraneità del Carroccio nel giro di tangenti del Mose ci sono da registrare però le molteplici smentite dei protagonisti. In particolare di Mazzacurati che in un’intervista ai quotidiani Repubblica, Stampa e Il Mattino, parla di tangenti per 100 milioni di euro l’anno affermando che «attorno al Mose si è sviluppata la piovra del consorzio» e che «decideva tutto il presidente Mazzacurati».
Mazzacurati, che non è indagato e che attualmente si trova all’estero, non ci sta ad essere indicato come l’artefice unico del meccanismo di fondi neri e attraverso il proprio legale corregge le dichiarazioni di Baita. «Il mio assistito – dice il legale -ha preso atto delle sconcertanti dichiarazioni di Baita. Noi abbiamo un profilo differente e riteniamo che il tutto sia da affidare all’Autorità giudiziaria». L’avvocato non spiega tuttavi che cosa in particolare Mazzacurati voglia contestare: «L’ingegnere – si limita a far sapere – avrebbe molto da dire sul punto, ma non riteniamo che sia opportuno e neppure il momento per farlo».
«Estraneo ai fatti» si dice, davanti ai magistrati, anche il sindaco Pd di Venezia Giorgio Orsoni, così come d’altra parte ha fatto anche l’ex governatore Giancarlo Galan, mentre il deputato del Pd Davide Zoggia diffonde una nota stampa per smentire un articolo di Repubblica nel quale viene accusato di avere ricevuto «65mila euro per la campagna elettorale». «Debbo precisare con forza – scrive il deputato veneto del Pd – di non avere mai ricevuto gli importi riportati dal signor Brentan e di non aver mai conosciuto il signor Baita che non mi risulta essere stato presente alla cena elettorale alla quale ho partecipato. Per tale motivo mi riservo di agire presso ogni competente sede per la tutela della mia onorabilità da strumentalizzazioni con le quali si tenta di accomunare il mio nome all’indagine sul Mose condotta dalla procura della Repubblica di Venezia».
La versione integrale sul quotidiano

07 Giugno 2014 – 18:14

Last modified: 9 giugno 2014