Credito Alle Imprese E Fondo Per La Mitigazione Del Rischio

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STEFANO BARGI E (LN): “LA GIUNTA HA MODIFICATO IL REGOLAMENTO DELLA GESTIONE DEL FONDO, DOPO I DELUDENTI RISULTATI DEL 2015, MA QUALI SONO I RISULTATI RAGGIUNTI FIN QUI?”

BOLOGNA, 11-01-17.

Tecnicamente si chiamano fondi finalizzati a forme di “ingegneria finanziaria”; nella pratica, quello che la Giunta regionale ha cercato di applicare, istituendo un fondo da 20 milioni di euro, è un metodo per cercare di mitigare il rischio di credito e finanziare le imprese emiliano-romagnole. Peccato che il regolamento del fondo stesso, sul quale il consigliere regionale della Lega Nord, Stefano Bargi, aveva sollevato più di qualche dubbio, sia stato in seguito cambiato dalla Giunta. Non senza qualche cono d’ombra ancora esistente. «Quando il fondo venne istituito, con apposita delibera, nel 2014 – spiega Bargi – si stabilì che i soggetti fossero iscritti all’elenco degli intermediari finanziari vigilati, per gestire risorse pari a 20 milioni di euro. Successivamente, la Giunta ha espresso in un’altra delibera (la numero 177 del 2016) un parere circa l’andamento dell’attività, giudicata “gravemente insoddisfacente”.» Con notevoli difficoltà tecniche riscontrate dai gestori nell’utilizzo del fondo. Per la cronaca, ad usufruire dello strumento finanziario erano stati Unifidi Emilia-Romagna, Cooperfidi Italia e Cofiter Bologna, Eurofidi Torino, Italia ConFidi di Firenze e Confidi Punto Net di Rimini. La retromarcia dell’Amministrazione Bonaccini si è materializzata nella modifica dei regolamenti, stanziando la stessa cifra (20 milioni) a beneficio degli intermediari finanziari vigilati. Ora, Bargi intende capire, con un’apposita interrogazione diretta all’esecutivo, «viste le modifiche apportate al regolamento del fondo e la “strana” scelta di assegnare le risorse nuovamente agli stessi soggetti, quali siano stati i risultati raggiunti nel 2016 dagli intermediari finanziari vigilati, in termini di mitigazione del rischio di credito e finanziamento alle imprese emiliano-romagnole.» Il dubbio, infatti, è che questo strumento non abbia portato i risultati attesi. In quel caso, «se anche i risultati del 2016 dovessero essere stati “gravemente insoddisfacenti” – si chiede Bargi – quali misure metterà in campo l’esecutivo, per raggiungere gli obiettivi che si erano prefissati?»

 

Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna

Last modified: 12 gennaio 2017