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Muzzarelli si faccia da parte da Assessore alla Sicurezza!!!

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La Lega Nord Modena esprime massima solidarietà agli agenti violentemente aggrediti da una coppia di ben noti sbandati in piazza Dante; un evento che dimostra la situazione che regna in città, e specialmente nella zona antistante la stazione dei treni; nonostante le rassicurazioni del sindaco e del comandante Chiari. In questa area i segnali sono noti e da tempo, inutile “twittare” dal Comando di Via Galilei, la presenza a “spot” dell’auto di pattuglia, sono attività inutili e solo di facciata per “dimostrare” ai cittadini “arrabbiati” che le attività, in modo “numerico” vengono effettuate, quando ci vorrebbe una bonifica seria e completa ed un monitoraggio costante ed in borghese. Siamo al collasso, il controllo del territorio è totalmente assente, se a questo aggiungiamo la mancanza di leggi che garantiscono la certezza della pena, abbiamo davanti a noi uno scenario drammatico.
Muzzarelli si è auto incaricato ad “assessore alla sicurezza” sulla carta intestata lo è certamente, mentre nei fatti, tante chiacchiere, belle parole, tanti incontri, ma una ormai “dimostrata” inadeguatezza. Poche settimane fa, davanti alla civile protesta del principale sindacato della Municipale, il primo cittadino rispondeva con attacchi “allarmanti” per la carica da lui rappresentata.
La Lega Nord, unico partito in città, è in contatto con diversi cittadini della zona; ascoltati dopo l’aggressione di oggi, ci hanno informato che le risse e le urla fra cittadini stranieri sono in aumento, come lo spaccio, ormai sfacciato a qualunque ora del giorno e della notte; come abbiamo più volte segnalato, buona parte del ‘giro’ di via Poletti si è spostato in viale Crispi.
La Lega Nord chiede per l’ennesima volta, più controlli ai negozi etnici e sulle persone che gravitano in zona; richieste che rivolgiamo a Questore e Prefetto, il sindaco, per noi, non rappresenta più un interlocutore credibile, e ne chiediamo le immediate dimissioni da assessore che dati alla mano non può essere alla “sicurezza”

 

Luca Bagnoli

Stefano Soranna

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«Credete in Dio o in Allah?» – Ragazzi aggrediti a Vignola

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C’è chi parla di “scherzo” riferendosi a quanto accaduto a Vignola nella notte di martedì scorso, dove 5 ragazzi sono stati accerchiati da una banda di magrebini, armati di pistola, chiedendo se credevano in Dio o in Allah.
Fatto inquietante e sicuramente ben lontano dal concetto di “scherzo” o di “ragazzata”, termini usati in modo totalmente improprio per cercare di insabbiare una vicenda che non deve assolutamente passare inosservata.

Ma la situazione di tensione scuote la provincia ormai da troppo tempo e solo chi mente a se stesso si stupisce realmente per un fatto simile, fortunatamente terminato nel migliore dei modi.

La speranza è ovviamente che, come emerso dalle ultime notizie, l’accaduto possa venire dimenticato in fretta non solo da chi ha avuto la sfortuna di passeggiare per le strade di Vignola, ancora convinto che si trattasse di un paese libero, nel quale si può uscire la sera con gli amici senza essere improvvisamente sequestrati da alcuni uomini armati, ma anche da tutti gli abitanti della provincia, i quali ormai da qualche anno, sopportano una situazione di costante insicurezza.

Insicurezza alimentata purtroppo dal Governo, giorno dopo giorno più lontano alle reali esigenze dei suoi cittadini, il quale ha già ufficializzato che le preoccupazioni maggiori per il prossimo anno saranno quelle di accogliere nuovi “presunti profughi” negli hotel della provincia e legittimare il matrimonio e l’adozione per le persone dello stesso sesso, come se questi fatti fossero prioritari per il rilancio del paese.

Ci aspettiamo una presa posizione da tutti quei buonisti che si preoccupano sempre dell’ultimo arrivato e dimenticano quelle migliaia di concittadini che vivono in una situazione di povertà assoluta, fiduciosi in un aumento dei controlli e della sicurezza nella nostra provincia, per far sì che fatti come questi non si ripetano più.

 

Il Coordinatore Provinciale dei Giovani Padani
Giacomo Torricelli

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Intervista all’Imam di Londra – “Non stupitevi se anche in Italia ci saranno attentati. Un giorno Roma sarà nostra”

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Giornata Tesseramento MGP Modena

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Modena, comunicato stampa del 20/02/2015

 

Il giorno 21 Febbraio 2015 il Movimento Giovani Padani di Modena organizzerà un volantinaggio davanti alle principali scuole del capoluogo (Sacro Cuore, Muratori, Barozzi ecc) per informare i giovani modenesi sui fallimenti e sui numero disastrosi del governo Renzi in materia di immigrazione, sicurezza e disoccupazione e per invitarli alla manifestazione “Renzi a casa” che si terrà a Roma, in piazza del popolo, il 28 febbraio.

Nel pomeriggio lo stesso gruppo terrà aperta la sede provinciale di Via Caduti in Guerra 166, per il tesseramento 2015.

Durante tutta la giornata saranno presenti i capogruppo in comune a Formigine e Mirandola e il consigliere regionale Stefano Bargi.

 

Il capogruppo della Lega Nord Mirandola,

Guglielmo Golinelli

 Il responsabile provinciale del Movimento Giovani Padani

Giacomo Torricelli

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Partecipa alla Manifestazione di Roma il 28 Febbraio!

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Per qualsiasi informazione contattateci a [email protected] o al 334 3779464

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Bocciato il referendum, ma la lotta contro la legge Fornero non finisce qui

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Boldrini alla Grande Moschea

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Per la presidente della Camera Laura Boldrini “l’islam è pace” mentre l’Isis “sta espopriando l’islam”!
Ieri, nel venerdì della preghiera collettiva islamica, la Boldrini si è recata in visita alla Grande Moschea di Roma per partecipare a un incontro dal titolo auto-assolutorio: “No al terrorismo! L’Islam è religione di pace”.
La Boldrini si è presentata salutando in arabo “Salam aleikum”. Ha detto: “Qui mi sento a mio agio e non ho paura”. Ha solidarizzato con i musulmani: “Tanti di voi sono messi all’angolo per colpa della propaganda e spero che gli italiani sappiano distinguere”. Perché, ha spiegato la Boldrini, “l’islam non è l’Isis. L’islam è pace e l’Isis è terrore, minaccia per il mondo intero”, “l’Isis non è una minaccia per l’Occidente ma per il mondo intero. Le prime vittime sono i musulmani perché si pretende di fare tutto questo in nome dell’islam ma tutto questo voi non lo dovete permettere, perché vi stanno espropriando della vostra religione”. La Boldrini, affiancata dall’imam Muhammad Hassan Abdulghaffar, ha concluso riecheggiando le parole dei Papi: “No alla violenza in nome di Dio”.
La tesi della Boldrini è quella propagandata dalla maggioranza dei musulmani: “L’islam è una religione che predica pace, amore e fraternità”, mentre i terroristi islamici “sono una infima minoranza che travisa e tradisce il vero islam”. Fermo restando la distinzione che va sempre fatta tra le persone e la religione, fermo restando il rispetto che non deve mai mancare nei confronti delle persone in un contesto dove la responsabilità soggettiva per i propri atti vale anche per i musulmani, mi domando di quale islam parli la Boldrini, mi domando se ha mai letto il Corano e la biografia ufficiale di Maometto. Perché, le assicuro, in quei testi che sono i due pilastri dell’islam, c’è solo apologia di odio, violenza e morte nei confronti degli ebrei, dei cristiani, degli infedeli, degli apostati, degli adulteri e degli omosessuali. E Maometto è stato un guerriero che ha combattuto, ucciso e decapitato a centinaia con le proprie mani.

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Prima adozione gay. Salvini: sarebbe la fine della civiltà

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«Il classico caso in cui il giudice costruisce una sua soluzione forzando la legge e stravolgendo l’impostazione del legislatore».

 

Il classico caso in cui il giudice costruisce una sua soluzione forzando la legge e stravolgendo l’impostazione del legislatore». Cesare Mirabelli, ex presidente della Consulta, è stato durissimo con la presidente del Tribunale dei Minori di Roma, Melita Cavallo, che ha deciso di permettere ad una coppia gay l’adozione di una bimba: si tratta della prima adozione da parte di una coppia di lesbiche in questo Paese. Netta la posizione del Carroccio. Secondo il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini «sarebbe la fine della civiltà. Non possono essere i giudici a decidere e a sostituirsi alla politica. E’ la politica che deve decidere. Per quel che ci riguarda: mai figli a coppie gay». I capigruppo leghisti di Camera e Senato, Massimiliano Fedriga e Gianmarco Centinaio, hanno attivato le procedure per chiedere alle Camere di sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale. Secondo i due esponenti leghisti «il tribunale per i minori di Roma non può sostituirsi al parlamento. L’adozione della coppia omosessuale è illegittima». «La legge 184 stabilisce che per le adozioni servano 3 anni di convivenza “more uxorio” e che la coppia debba essere sposata al momento della richiesta. Ma il matrimonio omosessuale non è giuridicamente possibile». La stessa sentenza della consulta sull’eterologa, hanno ricordato i due capigruppo, non «ha messo in dubbio il principio in base al quale alla fecondazione eterologa debbano ricorrere coppie eterosessuali». Nel testo Fedriga e Centinaio ricordano che per la Costituzione la famiglia è una «società naturale fondata sul matrimonio» (articolo 29) e che anche accademici come il prof D’Agostino (università di Roma Tor Vergata) hanno contestato la decisione dei giudici (“crea vincoli familiari in contesti ignorati dalla legge”). Per il Carroccio si tratta di una «sentenza politica e ideologica, che sconfina dalle competenze di un tribunale. Riportiamo ordine istituzionale. Servono massime attenzioni e cautele, non accettiamo indebite invasioni di campo, tanto più se di mezzo ci sono bambini e materie particolarmente sensibili sotto il profilo etico. Il parlamento ha il dovere morale di fare chiarezza». La bimba oggetto di questo “esperimento giudiziario” ha cinque anni e vive con la mamma biologica e la sua compagna. Il Tribunale dei Minorenni di Roma, per la prima volta in Italia, ha riconosciuto alla bambina il diritto a essere adottata dalla propria “mamma sociale” e a prendere il doppio cognome. La bimba è nata in Spagna con procreazione assistita eterologa. La scelta è caduta sul Paese iberico perché è qui che vive il fratello di una delle donne ed è a casa sua che la coppia ha soggiornato. Dopo la nascita, la coppia ha deciso di sposarsi, sempre in Spagna. Tecnicamente, quella autorizzata dal Tribunale è una “stepchild adoption”, un modello già sperimentato da anni all’estero (in Danimarca da venti): il Tribunale ha accolto il ricorso della coppia, consentendo l’adozione della bimba da parte della sola mamma sociale. Lo ha fatto nonostante il parere negativo del pm. Un risultato che poggia sull’art. 44 della legge sull’adozione del 4 maggio 1983, n.184, modificata dalla legge 149/2001, sulle adozioni particolari e che ha sorpreso tutti, anche le stesse ricorrenti, le quali stavano trascorrendo un periodo di vacanza. Secondo il dispositivo della sentenza “se l’adozione è consentita a coppie eterosessuali non sposate ed a singoli, sarebbe discriminatorio non consentirla anche alle coppie omosessuali o ai singoli gay o lesbiche”. Altro che interesse dei minori. Secondo Mirabelli, la vicenda non è ancora finita: adesso ”il pm può appellarsi e fare ricorso, quindi nulla è ancora detto. Se passasse questa linea, il rischio è che tutti i minori potrebbero essere adottati”.

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«Stop a tutte le missioni se non ci ridate i marò». Vince la linea leghista

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I marò a casa oppure stop alla partecipazione italiana alle missioni anti-pirateria. Dopo l’ischemia che ha colpito Massimiliano Latorre, la Lega dà la sveglia al Governo e il Governo, sorprendentemente, recepisce lo stimolo. «La misura è colma! – attacca Gianluca Piniillustrando l’emendamento proposto dal Carroccio al decreto missioni – E’ tempo di azioni concrete e segnali chiari e forti. Se Latorre eGirone non faranno immediatamente ritorno a casa il governo deve ritirare l’appoggio alle operazioni anti-pirateria nell’Oceano Indiano. Se soluzione internazionale dev’essere, non staremo un minuto di più a prestare aiuti a chi non ce ne garantisce». 
Nel duro testo leghista si dice che «la partecipazione di personale e mezzi militari italiani alle missioni antipirateria dell’Ue (Atalanta) e Nato (Ocean Shield) è sospesa fino alla completa definizione del contenzioso sul caso-marò». Il Governo riformula leggerissimamente il testo, tanto per dire di averlo modificato, e lo approva. «Nessun contributo di mezzi e militari italiani all’Ue e alla Nato nell’ambito delle missioni Atalanta e Ocean Shield – si legge nel nuovo testo – se i marò non faranno immediatamente ritorno a casa». 
Incalzato dalla Lega, dunque, il Governo comincia, almeno sulla carta, a fare la voce grossa. L’empasse, in effetti, stava diventando incresciosa. «Questo governo è ridicolo -osservava in mattinataMatteo Salvini -. Mentre soccorriamo migliaia di immigrati non riusciamo a riportare a casa i nostri due soldati prigionieri. E visto che le sanzioni vanno tanto di moda, scioccamente, contro la Russia, potremmo evocarle contro l’India». 
La versione integrale sul quotidiano

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Clandestini in hotel, italiani sempre più poveri e cristiani massacrati nel mondo

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Nel silenzio dell’Unione Europea continua l’operazione Mare Nostrum, interamente a carico dei contribuenti italiani ovviamente. Centomila gli sbarchi previsti entro l’estate; numeri che fanno rabbrividire pensando che dovremo mantenerli tutti, vitto e alloggio, senza l’aiuto di nessuno.
Credo che se buona parte degli Stati Islamici adottasse un trattamento simile nei nostri confronti potremmo provare a vedere di buon occhio questa “operazione di salvataggio”. Cosa tuttavia non possibile visto il trattamento riservato alle comunità cristiane che vivono nei paesi da cui questi migranti in buona parte provengono; quello a cui stiamo assistendo in questi giorni, ovviamente di nuovo nel silenzio di Unione Europea e spesso anche dei media, è uno sterminio di massa di tutti coloro che non sono disposti a convertirsi all’Islam. In Iraq case marchiate con la lettera N (di Nazaret), perché questi siano riconoscibili da tutti e non vengano trattati al pari degli altri, bensì espropriati di ogni bene e abbandonati in mezzo al deserto, senza documenti e spesso persino senza vestiti e scarpe.
Anche l’Avvenire, quotidiano dei Vescovi, farebbe bene a occuparsi di più di queste vicende, cercando di portare l’attenzione collettiva su questi avvenimenti, che spesso si tende a ignorare essendo lontani dalla nostra realtà, invece che fare politica tentando di denigrare Matteo Salvini per le sue prese di posizione nei confronti dell’operazione Mare Nostrum.
Ci si chiede sempre di più a cosa serva far parte di una Comunità Europea in cui gli interessi locali vengono totalmente distrutti a favore di economie nelle quali spesso non si rispettano neanche i diritti dei lavoratori e in cui i paesi membri non vengono aiutati, bensì costretti a finanziare l’ingresso di Stati che porterebbero più depressione che ricchezza.

Movimento Giovani Padani Modena
Giacomo Torricelli

Modena, 23-07-2014

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