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Progetto Sant’Agostino: dubbi e perplessità sulla proposta di Muzzarelli

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La Lega Nord di Modena interviene per esprimere le proprie perplessità sulla proposta del Sindaco Muzzarelli in ordine ai lavori sul polo culturale Sant’Agostino.
Nel merito il Piano presentato è interamente concepito solo sul modello tradizionale, avendo infatti progettato esclusivamente il luogo fisico di lettura dei testi preziosamente conservati nella Biblioteca Estense e ignorato il ruolo essenziale della digitalizzazione. Digitalizzazione dei testi che invece permetterebbe a qualsiasi studioso del mondo di poter visionare e consultare i rarissimi volumi custoditi a Modena senza essere obbligati a spostarsi (come del resto avviene negli altri paesi europei). Ormai tutte le biblioteche storiche stanno procedendo in questa direzione, mentre al contrario il PD modenese sembrerebbe essere rimasto ancorato ai retaggi del passato.

A quanto detto aggiungiamo anche l’enorme costo, stimato in 60 milioni di euro complessivi circa, che la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena dovrà sostenere per i lavori, in particolare per trasportare i testi dalla Biblioteca all’ex ospedale Estense e, soprattutto, per costruire l’impianto robotizzato volto a conservare i libri stessi. Al riguardo ci risulta che gli studiosi che ogni giorno accedono alla Biblioteca per consultare questi manuali storici non supererebbero le 20 unità, al che viene logicamente da domandarsi se sia davvero “sensato” sostenere un intervento così mastodontico e costoso per poi servire solo a pochi utenti. Si consideri inoltre che nel Progetto sostenuto da Muzzarelli non è indicato chi dovrà pagare il mantenimento dell’impianto robotizzato e tantomeno a quanto ammonteranno le spese di manutenzione. La verità è che nel Piano proposto dal Sindaco manca una vera e propria visione a lungo termine!

Per non parlare poi del rapporto con l’Università di Modena e Reggio Emilia, non coinvolta e lasciata in un angolo, quando invece si sarebbe potuto istituire un comitato di confronto per poter fare del polo Sant’Agostino un centro di formazione unico in Italia. Una scelta così importante ed incisiva per tutto il territorio modenese, e per di più sita nel cuore della città, è stata adottata dalla Giunta Muzzarelli in maniera sbrigativa e senza alcuna discussione, da un lato, con le forze politiche presenti in Consiglio comunale e, dall’altro lato, con le realtà culturali cittadine. In altri termini, si tratta di un progetto privo di condivisione, al quale si aggiunge un evidente deficit di democrazia frutto di un mancato confronto con chiunque al di fuori del PD.

La Lega Nord di Modena, perciò, chiede con insistenza al Sindaco Muzzarelli di confrontarsi con le associazioni culturali della città, con l’Università e con il Consiglio comunale, prima di procedere in costose operazioni che un domani potrebbero rivelarsi poco utili e apprezzate dalla cittadinanza.

MARIO ENRICO ROSSI BARATTINI

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Giovani Padani in difesa della Famiglia

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«Il Movimento Giovani Padani Modena esprime la propria più assoluta contrarietà nei confronti del decreto Cirinnà. Il quale, per una strana coincidenza, viene presentato nel bel mezzo di un quadro economico disastroso, anche frutto delle scelte miopi dell’Ue; a voler pensare male, solo per distrarre gli italiani da quelli che sono i problemi reali del Paese.» Esprime in questo modo il proprio dissenso, il movimento padano modenese, riferendosi alla presentazione di un disegno di legge «proposto dal Governo come elemento di progresso sociale e culturale», ma che in realtà cela il pericolo di «delegittimare la famiglia tradizionale, fornendo del nucleo fondamentale della società una forma giuridica e sociale per niente corrispondente al termine che si tenta attribuirle.

Con l’unico obiettivo palese, quello di distruggere la famiglia “vera”, composta dall’unione di un uomo e di una donna, la quale garantisce – a giudizio dei Giovani Padani – ad ogni bambino, la possibilità di crescere con un papà ed una mamma. Siamo ormai abituati da anni ad una sinistra che tenta in ogni modo di distruggere le nostre radici, ed affossare le tradizioni.» Senza contare, continua il movimento federalista modenese, la volontà di legittimare «l’aberrante pratica dell’utero in affitto, moderna forma di schiavitù, la quale trasformerebbe le donne in un semplice veicolo di maternità; ed alle quali, pochi secondi dopo il parto, verrebbe tolto in neonato dalle mani, per consegnarlo alla neo-legittima coppia composta da due padri. Questa pratica non è soltanto una forma di sfruttamento nei confronti di donne bisognose, con nulla da perdere, ma un perverso svilimento della vita e della maternità. È chiaro – concludono i Gp – che non si discute la capacità genitoriale dei singoli componenti della coppia, bensì degli effetti psicologici conseguenti alla mancanza di due figure genitoriali di sesso opposto, i quali costituiscono non solo la famiglia tradizionale (secondo canoni “sociali”) ma prima di tutto la famiglia naturale, unico e vero veicolo di nuova vita. Sarebbe opportuno che il governo, in particolar modo il Partito Democratico e SEL, concentrasse i propri sforzi nel tentativo di risollevare un paese che ormai ha tolto ogni tipo di speranza alle migliaia di giovani disoccupati, dando supporto e contributi alle “vere” famiglie, in modo da incentivare la maternità e la natalità.»

Il Coordinatore Provinciale dei Giovani Padani
Giacomo torricelli

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Fuori i Centri Sociali da Modena

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Il Movimento Giovani Padani di Modena esprime il più totale schifo e disprezzo nei confronti degli “antifascisti” e dei “centri sociali” che hanno, nuovamente, tentato di distruggere la nostra città sabato scorso.

È innammissibile che ogni occasione in cui questi bravi ragazzi di centrosinistra manifestano, ammesso che si possa definire manifestazione quello che forse sarebbe meglio considerare come vandalismo, si trasformi in una specie di guerra civile che costringe le forze dell’ordine a blindare il centro.

La violenza ed il vandalismo devono sempre essere condannati, che vengano da destra o da sinistra, poco importa il colore politico, ma sarebbe ipocrisia negare che questo genere di comportamenti provengano quasi sempre dagli stessi individui, nei confronti dei quali sarebbe ora che venissero presi seri provvedimenti.

Quello che fa più rabbia è come siano nuovamente coloro che si professano come difensori dei “piccoli” e dei “poveri” a costringere i cittadini a sentirsi insicuri a camminare per le strade del centro ed i negozianti a rimanere chiusi per paura di gesti di vandalismo nei loro confronti.

Alle forze dell’ordine va la nostra più totale soliderietà ed è solo grazie al loro intervento che è stato evitato ogni tipo di scontro diretto tra gli “antagonisti” ed i manifestanti.
Non è chiaro come si mobilitino questi famigerati difensori della democrazia quando qualcuno che sta loro poco simpatico esercita il proprio diritto a manifestare e non quando il governo Renzi annuncia gli ormai noti tagli a sanità, sicurezza ed istruzione, ma purtroppo non ci aspettiamo niente di più intelligente da chi festeggia il sabato pomeriggio imbrattando le vie del centro ed occupa abusivamente edifici della città nella più totale indifferenza delle amministrazioni.

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