2013 Archive

Imu, ennesimo rinvio. E il Tesoro si vende i “gioielli di famiglia”

158

Written by:

 

L’immancabile rinvio e un annuncio inquietante in tema di privatizzazioni sono i piatti forti della conferenza stampa tenuta ieri dal premier Enrico Letta al termine del Consiglio dei ministri.
Il capo del governo di larghe intese ha fatto sapere che il decreto Imu per la cancellazione della seconda rata sarà varato nella prossima riunione fissata per martedì. Mancherebbero alcune coperture, anche se per Letta si tratta «solo di motivi formali». Poi il premier ha alzato il velo su un pacchetto di dismissioni che dovrebbe fruttare 10-12 miliardi, ma che riguarda  quote importanti di aziende strategiche di cui lo Stato si dovrà privare.
L’articolo integrale su la Padania del 22 novembre

Continue reading

Corsa alla segreteria, ecco l’identikit dei pretendenti

157

Written by:

 

Matteo Salvini, milanese doc, classe 1973, padre di  Federico, 10 anni, e Mirta, 6 mesi, è iscritto alla Lega Nord dal 1990. Il suo curriculum politico lo vede Responsabile del Gruppo Giovani di Milano dal 1994 al 1997 e poi, dal 1998 al 2004,  Segretario Provinciale della Lega Nord Milano.  Dal 1993 al 2013 è stato Consigliere Comunale a Milano anche se, a Palazzo Marino, ci vorrebbe tornare puntando più in alto.  Nel frattempo  è stato eletto al Parlamento Europeo, dove siede dal 2009,  ed è diventato il Segretario Nazionale della Lega Lombarda. Diplomato al Liceo classico, ha abbandonato  la Facoltà di Storia a pochi esami dalla laurea ma è diventato giornalista  professionista. Chi non lo ha seguito dalle pagine de laPadania o nelle dirette di Radio Padania, della quale è direttore dal 1999? Sulla sua pagina Facebook, alla voce “Dicono di lui” si legge: “Sfegatato tifoso milanista; appassionato di politica, lingue locali e tortellini di zucca”.

Umberto Bossi, fondatore della Lega Lombarda il 12 aprile 1984, e della Lega Nord per l’Indipendenza della Padania nel 1989,  deve il suo   incontro con le idee autonomiste e federaliste  a un casuale incontro con l’Union Valdôtaine, movimento autonomista della Valle d’Aosta, incontro che cambiò non soltanto  la sua vita.  È stato eletto per la prima volta al Senato nel 1987 e a ciò si deve il fatto che ancora oggi è soprannominato il Senatùr.
Dal 1992 ha ricoperto per sei volte la carica di deputato, per quattro volte  quella di parlamentare europeo.  Ministro per le Riforme Istituzionali e la Devoluzione nel Governo Berlusconi.
A lui si devono i “punti fermi” della Lega: da Pontida a Venezia, dal Parlamento del Nord, alla scelta  del Va’Pensiero di Verdi  come inno della Lega, dalla bandiera col Sole delle Alpi alla nascita dei mezzi di comunicazione, come il quotidiano laPadania, Radio Padania e TelePadania.  Ed  è Bossi a  portare  la Lega alle elezioni politiche del 1996 da sola, senza alleati, con un risultato che segnerà una svolta.

Avvocato, Manes Bernardini, nato nel 1972 a Casalecchio di Reno (Bo) è Consigliere Regionale del Carroccio in Emilia Romagna e  Consigliere Comunale a  Bologna. A soli 19 anni, nel 1991,  entra nella Lega Nord e l’anno dopo diventa  segretario della sezione di  Casalecchio di Reno e poi Segretario della circoscrizione Appennino. Nel 1998, candidatosi sindaco a Porretta Terme, diventa il primo consigliere comunale della Lega in provincia di Bologna e nel 2009 riesce a portare  la bandiera della Lega a Palazzo d’Accursio, sede del Comune di Bologna.  Nel frattempo ricopre la carica di Segretario Provinciale (2006- 2008) e Segretario cittadino (2006 – 2010) .Attualmente è il Capo dipartimento “Sicurezza e Immigrazione” della Segreteria Politica della Lega.

Giacomo Stucchi è nato a Bergamo nel 1969 ed è iscritto alla Lega Lombarda – Lega Nord Padania dal 1987.  Socio fondatore della Sezione Lega Nord- Lega Lombarda di Verdello, dove risiede,  è stato Consigliere Provinciale di Bergamo,  più volte  Deputato della Lega Nord e membro di diverse Commissioni, dagli Affari Costituzionali alle Politiche dell’Unione Europea, oltre che segretario di Presidenza della Camera dei Deputati.  Da marzo 2013  è Senatore  e Segretario di Presidenza  del Senato della Repubblica dal 21, mentre da giugno ha assunto l’incarico di  Presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR)

Nato il 24 Maggio 1976 a Busto Arsizio (VA),   Roberto Stefanazzi si è avvicinato alla Lega Nord nel 1993; tre anni dopo  si è tesserato al movimento  diventando Co-fondatore e  coordinatore del “Grupp Giuin Galarà-Movimento Giovani Padani GGG-MGP”. Collabora poi  con il Coordinamento Federale  Linguistico M.G.P, entra nel Coordinamento Provinciale M.G.P. “Varesòtt” e diventa membro della  “Guardia Nazionale Padana – Compagnia provinciale di Vares”. Attualmente è Consigliere Comunale e Capogruppo al Consiglio Comunale di Vizzòla-Castelnoa/Vizzola Ticino (VA)  Appassionato di araldica, storia locale, storia e cultura dei popoli “senza Stato”, federalismo, autonomia e autodeterminazione dei popoli, collabora con diverse riviste.

Continue reading

La beffa delle quote latte

234

Written by:

E fu così che si scoprì la buffonata delle quote latte, ciò che la Lega diceva da tempo.

Cosa sono le quote latte?

Sono una quota “immateriale” assegnata dall’UE ad ogni Stato membro, questa spalmata sui produttori italiani, serviva a evitare una sovrapproduzione e  garantiva un prezzo bloccato, sanzionando chi sforava la quota assegnata.

Già è curioso che sia stata data una quota così bassa all’Italia, forse c’era qualche altro interesse dietro?

queste nuove imposizioni, come ben saprete hanno creato diversi problemi,  manifestazioni, di tutto e di più, iniziano a piovere multe sulle teste degli allevatori, che si vedono pian piano costretti a chiudere le loro attività riducendosi a pagare conti salatissimi.

Alcuni esponenti del Carroccio, decidono di vederci chiaro e quando intuiscono il problema si schierano a fianco degli allevatori. Luca Zaia ha ipotizzato un errore negli algoritmi, una sovrastima di produzione italiana, falsando i dati e mettendo in ginocchio gli imprenditori.

La Lega Nord viene accusata di: tangenti, corruzione, voto di scambio, affermazioni pesanti! Quando sta solo cercando di tutelare allevatori, agricoltori, la gente comune.

Su questa questione iniziano campagne denigratorie fatte da partitelli :

1426285_10202159576326798_1742547401_n                                                   1458566_10202473502622211_803590618_n

Passano gli anni, continuano le indagini, e finalmente si arriva ad oggi, con una rivelazione shock
L’ITALIA NON AVREBBE MAI SPLAFONATO LE QUOTE IMPOSTE

incredibile ma vero! L’algoritmo Agea è stato gonfiato, portando ad 82 anni l’età di produzione delle vacche italiane (alquanto ridicolo)

quindi gli allevatori italiani non hanno sforato questo tetto massimo, ma sono stati vittime di un “piccolo errore”, ora come si fa a restituire 2,4miliardi di €? che figura si fa davanti all’UE?

Dopo anni finalmente si inizia a vedere la verità, sperando che tutto non  venga insabbiato, dai vari magistrati di turno.

Chissà come reagiranno i vari politici che sono stati pronti a sparare sull’onestà della Lega

L’europarlamentare Lorenzo Fontana dichiara: ” Quote latte: adesso viene a galla il “segreto di pulcinella”. Funzionari del ministero dell’Agricoltura hanno sovrastimato del 20% le quote latte italiane. Una negligenza che in tutto questo tempo è costata cara agli allevatori del Nord, che per colpa di Roma hanno pagato a Bruxelles ciò che non avrebbero dovuto. Molti per pagare le multe hanno chiuso le stalle, ridotto la produzione, c’è chi è fallito. La Lega denunciò la cosa a suo tempo. Inascoltata! E adesso chi paga? Chi risarcisce il danno? Faremo battaglia, a fianco degli allevatori!”

Continue reading

Abusivi a Milano, Salvini: “Sgombero in 15 giorni o lo farà la Lega”

240

Written by:

Cinque piani di un palazzo in costruzione, lasciato incompiuto da dieci anni, da due occupato illegalmente da un numero imprecisato di cittadini romeni, immigrati nord africani e senzatetto. Un caso più volte denunciato dai residenti del quartiere Lambrate-Ortica di Milano, che in via Bistolfi hanno smesso di circolare a piedi dalle 20 in poi.
A mostrare la situazione di estremo degrado è stato il vice segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, che ieri mattina ha guidato un sopralluogo nel palazzo, adiacente alla sede dell’Agenzia delle Entrate.  «Dopo l’ennesima telefonata di protesta da parte dei cittadini – ha spiegato Salvini – siamo venuti a verificare di persona questo schifo. O si interviene o lo sgomberiamo noi».
All’interno dello stabile, comunque a vista perché esiste soltanto la struttura senza muri, al piano terra sono state allestite cucine di fortuna, al primo vere e proprie baracche per la notte. E ancora sopra si trovano bagni a cielo aperto. Il tutto tra sporcizia ed escrementi di animali, in convivenza con una colonia di topi.
Gli abitanti hanno dato voce a tutta la loro frustrazione di fronte ad una situazione che pare non avere fine nonostante le numerose segnalazioni a Comune e Asl. Oltre alla mancanza di igiene e all’illegalità dell’intera situazione, gli abitanti del quartiere lamentano schiamazzi e liti da parte degli occupanti dell’edificio. In passato sono stati anche costretti a chiamare i vigili del fuoco per incendi all’interno dello stabile.
L’impresa costruttrice dello stabile è fallita e il principale creditore, che quindi è proprietario del palazzo, è Banca Intesa. L’8 novembre è calendarizzata un’udienza del processo fallimentare. La speranza di Salvini è che «la banca rimetta a posto, sgomberi, venda il terreno o ne faccia quello che vuole».
«Aspettiamo l’udienza dell’8 novembre – ha detto ancora Salvini – se non si troverà una soluzione interverremo noi con i cittadini. È uno schifo che va avanti da troppo tempo. Stampa e televisione non diffondono gli odori, ma qui si respira l’irrespirabile». Il vice segretario federale del Carroccio ha precisato che «non si tratterà di ronde ma di restituire dignità agli abitanti del quartiere Ortica e ha ribadito: «Se lo stabile non verrà sgomberato entro 15 giorni, interverremo noi della Lega Nord».

Continue reading

Maroni alza il tiro: «Senza costi standard, Nord via dalla Conferenza delle Regioni»

169

Written by:

Costi standard nella sanità, o diremo addio alla Conferenza delle Regioni. Dopo l’appello congiunto dei tre Governatori di Lombardia, Piemonte e Veneto, Roberto Maroni rilancia la battaglia per l’immediata introduzione di costi uguali per tutti e parametrati su quelli più convenienti, così da premiare le Amministrazioni virtuose e tagliare una volta per tutte gli sprechi. E alza la posta: «Se non verranno applicati i costi standard, dovremo valutare che senso abbia la nostra presenza nella Conferenza delle Regioni».
Il resto dell’articolo sulla Padania del 3 novembre.

Continue reading

Nel 2014 tasse più care per 1,1 miliardi di euro

168

Written by:

La riduzione delle tasse? Tutte balle. Già lo immaginavamo, ora arrivano nero su bianco i conti fatti dall’Ufficio studi della Cgia. A seguito delle disposizioni fiscali introdotte dalla legge di stabilità approvata dal governo Letta, nel 2014 pagheremo 1,1 miliardi di euro di tasse in più. Un dato ripreso via web da Roberto Maroni, che commenta lapidario: «Basta».
La Confederazione generale dell’artigianato ha calcolato l’impatto economico riconducibile agli effetti di tutte le nuove voci fiscali introdotte dalla legge. In buona sostanza, questo bilancio strettamente tributario è dato dalla differenza tra le nuove entrate fiscali e le minori imposte e contributi che interesseranno l’anno prossimo gli italiani.
Ebbene, a fronte di poco più di 6 miliardi di euro di nuove entrate tributarie – a cui si aggiungono 65 milioni di entrate extra tributarie e altri 135 milioni di riduzione dei crediti di imposta – nel 2014 saremo chiamati a versare allo Stato complessivamente 6,227 miliardi di euro di nuove imposte. Per contro, potremo contare su una riduzione delle tasse e dei contributi da versare all’erario per un importo pari a 5,119 miliardi. La differenza tra i 6,227 miliardi di nuove imposte e i 5,119 miliardi di minori tasse dà come risultato 1,108 miliardi di euro in più. Ma non è tutto.
«A nostro avviso – dichiara il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi – il risultato è sottostimato. Corriamo il pericolo che il saldo sia più pesante. Secondo i tecnici del governo, la Trise, vale a dire il nuovo tributo sui servizi, dovrebbe farci risparmiare un miliardo di euro rispetto a quanto pagavamo di Tares e di Imu. Un vantaggio economico che, purtroppo, rischia di essere eroso dall’azione dei sindaci. I Comuni, infatti, avranno un’ampia discrezionalità nell’applicazione della Trise ed è molto probabile che ne inaspriranno il prelievo per lenire le difficoltà economiche in cui versano, con evidenti ripercussioni negative per i bilanci delle famiglie e delle imprese».
Analizzando le singoli voci, fra le maggiori entrate spiccano i 2,6 miliardi di euro relativi alle svalutazioni dovute alle perdite dei crediti. Si tratta di maggiori entrate legate al mutamento delle regole che disciplinano il trattamento fiscale delle perdite e delle svalutazioni dei crediti delle banche e delle imprese che operano nel settore finanziario e assicurativo. Le novità normative permetteranno in futuro di ottenere risparmi di imposta, consentendo a queste imprese di dedurre le perdite in cinque anni.
Altri 940 milioni di euro saranno incassati dall’incremento del bollo sul dossier titoli, mentre 804 milioni saranno garantiti dalla rivalutazione dei beni delle imprese. Ciò vuol dire che gli imprenditori avranno la facoltà di adeguare il valore dei cespiti a quello di mercato, pagando una imposta sostitutiva.
Fra le minori entrate, invece, si segnala il taglio del cuneo fiscale per un importo di 1,5 miliardi di euro, l’alleggerimento di un miliardo di euro dei premi Inail e un miliardo di euro in meno che i cittadini pagheranno sulla casa con l’introduzione della Trise. Obbiettivo, quest’ultimo che, secondo la Cgia, rischia di essere difficilmente raggiungibile.
Ma nel 2015 e nel 2016 le cose dovrebbero andare molto meglio. I saldi riportati nella tabella sono condizionati da una riduzione delle agevolazioni fiscali pari a 3 miliardi nel 2015 che salgono a 7 miliardi nel 2016. Tuttavia, queste nuove entrate scatteranno solo nel caso il governo non riesca a tagliare la spesa pubblica per un importo di pari valore. Un obbiettivo che tutti danno per scontato.
«Se eviteremo la riduzione delle agevolazioni fiscali grazie al taglio della spesa – conclude Bortolussi – nel 2015 gli italiani potranno contare su un saldo negativo pari a 2,7 e nel 2016 a 5,6 miliardi di euro. Se ciò non si verificherà, tra due anni ci ritroveremo con un bilancio leggermente negativo pari a 308 milioni di euro, mentre nel 2016 la situazione ritornerà ad essere molto pesante, visto che il saldo sarà positivo e pari a 1,3 miliardi di euro».

Continue reading

Olivetti, o il capitalismo italiano come doveva essere

246

Written by:

Suo padre Camillo, il fondatore della fabbrica, lo aveva ammonito, in termini perentori: «Tu puoi fare qualunque cosa tranne licenziare qualcuno per motivo dell’introduzione dei nuovi metodi perché la disoccupazione involontaria è il male più terribile che affligge la classe operaia». E allora il figlio, Adriano Olivetti, si diede da fare e diventò non solo il più illuminato fra gli imprenditori italiani ma anche un intellettuale di respiro universale, quasi un alieno nell’Italia del secondo dopoguerra, soffocata dai dogmi e dai compromessi democristiani e comunisti. Ha molto da insegnare Olivetti, oggi ancor più di ieri, agli imprenditori di casa nostra, e ancor più ai politici che vivacchiano senza una straccio di un’idea e agli intellettuali che si illudono di pensare mentre stanno solo rimuginando pensieri morti da decenni.

adriano-olivettiUn’ottima occasione per imparare da lui è rileggersi le sue opere, che da qualche mese, provvidenzialmente, la casa editrice da lui fondata, le “Edizioni di Comunità” sta riportando in libreria. Leggendo il pamphlet Democrazia senza partiti, i discorsi Ai lavoratori, il piccolo saggio Il cammino della Comunità si coglie tutta la grandezza di quest’uomo nato nell’estremo nord-ovestitaliano, con un’idea dell’impresa e della società in estrema antitesi con quella, purtroppo vincente, monopolista e complice della peggiore politica italiana, nata nella vicina Torino.

Fin dagli anni ’30, dopo aver imparato la tecnica dell’organizzazione industriale nelle grandi fabbriche statunitensi, Olivetti decise di non importare quel modello acriticamente, di non trascurare la qualità della vita e del lavoro degli operai a favore del profitto. E quest’ultimo doveva riversarsi nell’intera comunità territoriale intorno allo stabilimento, diventare occasione di arricchimento non solo materiale per tutti, ma anche culturale e (per usare una parola di cui non aveva paura) spirituale. Con la collaborazione di pubblicitari, architetti, designer all’avanguardia, inventò così “lo stile Olivetti” che diede forma alle macchine per scrivere, agli arredi d’ufficio, all’urbanistica, ai pionieristici servizi sociali per i lavoratori. Il mondo gli riconobbe questo talento visionario, tant’è vero che un esemplare della mitica “Lettera 22” ed uno della “Lexicon 80” entrarono a far parte della collezione permanente del Moma di New York. Non solo imprenditoria, dunque, ma arte contemporanea.

Ma la vera arte è quella del vivere, deltrasformare la società. E l’Olivetti politico è ancora più interessante ed urgente da riscoprire. Rifugiato in Svizzera perché antifascista, nel 1944 scrisse L’Ordine politico della Comunità, ben consapevole del fallimento dell’ideologia socialista, del fatto che la proposta politica dei cattolici avrebbe avuto molto poco di spirituale e di radicalmente democratico. E ancora più consapevole dei possibili esiti totalitari dello statalismo. I contenuti del volume vennero discussi durante la stesura con due grandi liberali come Luigi Einaudi ed Ernesto Rossi, ma oseremmo affermare che Olivetti riuscì a superarli per coraggio ed intraprendenza. Il suo «stato secondo le leggi dello spirito» proponeva «una Comunità né troppo grande né troppo piccola, concreta, territorialmente definita, dotata di vasti poteri». Intimamente convinto che «nessun uomo, neanche il più povero, il più debole, può appartenere alla Stato», l’ingegnere di Ivrea voleva unfederalismo radicale, con il potere statale ridotto al minimo, alla semplice tutela delle libertà individuali. «Contro lo Stato», scriveva, «non ho bisogno di spendere troppe parole. Lo Stato è troppo lontano fisicamente e moralmente dai nostri problemi e dai nostri interessi». Spettava invece alle forze dell’economia, di un’economia solidale e fraterna e a quelle della cultura la missione di far crescere la comunità.

Olivetti volava alto, troppo alto per un’Italia ancora troppo provinciale. Qualche anno fa lafondazione a lui intitolata ha pubblicato un volume che elenca i libri presenti nella sua biblioteca. Accanto a saggi di management e di sociologia c’erano le opere di grandi pensatori cristiani, addirittura saggi sul buddismo e sulla teosofia, a dimostrare l’universalità e l’orizzonte vastissimo dei suoi interessi.

Dopo la sua morte prematura, nel 1960, quell’orizzonte venne tradito, diminuito e svenduto, anche con la complicità di quelli che erano i suoi avversari nel concepire il ruolo dell’impresa e delle forze produttive. Dimentico della lezione anche politica del grande piemontese, l’Italia piombò in tensione sociali che sfociarono nel terrorismo e nella peggiore partitocrazia d’Occidente. Ma forse non è troppo tardi per risolversi, per provare a costruire una paese fondato su comunità autonome, libere dall’invadenza statale e con lo sguardo rivolto ai valori dello spirito.

Continue reading

Contanti: per un italiano mille euro, per un extracomunitario 15mila

155

Written by:

“Non condivido la posizione del ministro Saccomanni in merito agli interventi sulla circolazione del contante. Infatti sono dell’idea che sia necessario aumentare e non ridurre, come ritiene il ministro, la possibilita’ dei pagamenti in contante, almeno al pari con il limite medio utilizzato oggi in Europa”. Lo ha dichiarato il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, senatrice Simona Vicari.

Oggi, spiega, “un cittadino italiano o europeo se vuole pagare in contanti in Italia non puo’ superare i mille euro pena una pesante sanzione. Mentre per gli extracomunitari il limite e’ fissato in 15mila euro. Non sono contraria alla diffusione della moneta elettronica, ma questa va sostenuta concretamente con la riduzione dei costi delle commissioni bancarie. E soprattutto e’ necessario sfatare la convinzione che un aumento dei pagamenti elettronici garantisca un maggior contrasto alla criminalita’. Infatti e’ accertato da numerosi studi che la lotta al riciclaggio ed all’evasione fiscale non migliora se si riduce la soglia di circolazione al contante. Anzi, le organizzazioni criminali per le loro attivita’ di riciclaggio utilizzano sempre piu’ sistemi sofisticati, quali ad esempio proprio le transazioni online. Percio’ se sul contante si vuole aprire una riflessione si faccia, ma consapevoli che qualunque intervento di riduzione dei pagamenti cash non aiutera’ la lotta alla criminalita’ e ci allontanera’ dall’Europa, dove quasi tutti i Paesi europei hanno limiti superiori ai nostri, con la Grecia che ha addirittura una soglia minima posta a 1500 euro”.

Continue reading

Sondaggi, Lega Nord primo partito in Lombardia

208

Written by:

La società di sondaggi GPG (scenaripolitici.com) ha elaborato uno studio sulle intenzioni di voto in Lombardia, in vista di possibili elezioni anticipate.
I dati sono interessanti anche – ovviamente – in ottica comunali, e indicano una oggettiva debolezza del Pdl, mentre la Lega Nord si consolida come primo partito. Il Pd è appena sopra il 20 per cento. Consistente ma inferiore a molte altre regioni la prestazione di FLI, così come SEL. UDC storicamente molto debole, IDV in frenata, stabile il Movimento 5 Stelle.Ecco quindi il “peso” delle varie forze politiche:
– LA DESTRA – FIAMMA TRIC.: 1,0%
-LEGA NORD: 28,0%
– POPOLO DELLA LIBERTA’: 25,5%
– ALTRI CDX (UDEUR, NPSI, ADC, UV, PSdA, Pens., etc): 0,0%

– FUTURO E LIBERTA’ PER L’ITALIA: 4,0%
– MPA / NOI SUD: 0,0%
– UNIONE DI CENTRO: 3,5%
– ALLEANZA PER L’ITALIA: 1,0%
– PARTITO DEMOCRATICO: 20,5%
– RADICALI: 1,0%
– ITALIA DEI VALORI: 5,0%
– SOCIALISTI: 0,5%
– VERDI: 0,5%
– SIN. ECO. LIB.: 4,5%
– FEDERAZIONE DELLE SINISTRE (RC, PDCI): 1,5%
– MOV. 5 STELLE: 3,0%
– ALTRI: 0,5%

Continue reading

No alla svuotacarceri – Matteo Salvini

166

Written by: